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Categoria: La storia di Pietro
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All’epoca io andavo in mare, mi alzavo la mattina alle quattro, alle cinque ero in Ancona e ritornando a casa alle otto di sera, trovavo sempre delle persone fuori dal cancello:
"E' lei il signor Pietro?"
"Sì, che è successo?"
E ognuna di loro cominciava a elencarmi i propri mali e dolori.
"Ma io adesso cosa devo fare? Io vado in mare. Adesso mi faccio la doccia, ceno e poi vado a letto, perché poi domattina mi devo alzare alle quattro." E mandavo via questa gente.
Io avevo avuto il dono di fare guarigioni, però queste guarigioni non le volevo fare, per il semplice fatto che avevo già un altro lavoro. Per accontentarli lo facevo, ma soltanto la domenica pomeriggio, perché ero libero.
Sta di fatto che questa gente stava meglio subito. Non sapevo come e perché, ma era quello che succedeva. Per trovare delle risposte, sono andato da una signora, una pranoterapista che abitava qui vicino, la quale mi disse:
"Pietro, se ti succede questo, tu non sei solo un pranoterapista"
"Ma io, chi sono?".
Prima di rispondermi, mi presentò una sua paziente alla quale aveva già fatto molte sedute e che soffriva di mal di schiena. Qualche giorno dopo, sono andato lì, le ho fatto una seduta ed è stata benissimo. La pranoterapista è rimasta scioccata, e mi ha detto:
"Tu non sei un semplice pranoterapista. E' inutile che tu vada a Milano a farti fotografare le mani. Tu sei UN SERVO DI DIO"
"Come sarebbe a dire sono un servo di Dio?"
"Tu sei un servo di Dio. Tu puoi fare cose che la scienza non può fare. Bisogna che interpelli il professor Rabito che abita a Jesi, che è un veggente, cattolico”.
La cosa più difficile, mi disse, sarebbe stato prendere la linea per parlargli. L'ho presa subito.
Come io l'ho interpellato, lui, che difficilmente va a trovare la gente, è venuto a casa mia. Forse anche perché, mentre eravamo al telefono, sua moglie che era malata, si era sentita meglio. Quando ci siamo visti mi ha detto che veramente io ero un servo di Dio. Capito? Mandato da Dio.
Nonostante questo, da quella volta in poi, non ho voluto più toccare nessuno, perché io non ci riuscivo. Andare in mare, fare le sedute, non ce la facevo più fisicamente.