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Categoria principale: Persone che si sono rivolte a Pietro
Categoria: risvegli dal coma
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Un giorno viene una signora disperata:
"Mio marito è ricoverato all'ospedale Umberto primo ad Ancona, in coma e i medici dicono che non c'è più niente da fare".
Allora io le dico:
"Voi mi venite a prendere, chiedete permesso ai medici, se i medici mi danno il nullaosta, io vengo".
Ho chiesto il permesso ai medici che erano le 20.00. Passava di lì un'infermiera la quale pensava:


”Questo cos'è venuto a fare qua dentro, è venuto a rompere le scatole a noi? Ma chi si crede di essere?” Lo so perché io leggo anche nel pensiero della gente. C'era un'altra infermiera lì che mi conosceva, perché sembra che non mi conoscano, però quando è il momento, mi conoscono tutti. Le ho detto:
"Mi chiama per favore il dottore di guardia?"
"Beh, veramente adesso ha da fare..."
"No, lei adesso me lo chiami".
E’ venuto il dottore di guardia insieme a un altro medico, al quale ho detto soltanto questo:
"Lo vede quel paziente? Dato che qui, io credo, sia malaccetto, io ho il potere di svegliarlo, voi non potete farlo. Voi potete tenerlo in vita, ma non potete svegliarlo. Io posso farlo"
"Non ci faccia ridere..."
"No dottore, io lo faccio, non faccio ridere nessuno. Mi da sette minuti?"
"Ma come no, anche dieci".
Ho imposto le mani per dieci minuti, ho dato uno schiaffo a quest'uomo che, lentamente, ha aperto gli occhi. Si chiamava Bruno, era di Falconara, gli ho dato un ordine chiamandolo per nome e lui l'ha eseguito.
Questi signori che stanno in coma, ne escono quando una persona estranea, chiunque sia, gli da un ordine e loro lo eseguono.
Il dottore di guardia, guardava curioso e io gli ho detto:
"Adesso glielo dia lei l'ordine"
"Bruno, alza la gamba!" e lui ha eseguito.
"Bruno, alza il braccio!" e ha eseguito anche quello. Poi il dottore ha preso una piccola pila, ha aperto la pupilla dell'occhio al paziente, e mi ha detto:
"Scusi, ma lei chi è?"
"Perché? Io sono quello di prima, non è cambiato niente"
"Ma questo è uscito dal coma!"
"Glielo avevo detto che io potevo farlo"
" Lei ci dovrebbe fare un favore"
"Mi dica"
"Ne abbiamo un altro in reparto nelle stesse condizioni"
"Sì, l'ho visto, è quello laggiù in fondo".
Quest’altra persona era in coma, non sapevano quello che aveva e quello che era successo. Ai familiari che erano fuori dalla sala di rianimazione, ho detto:
"Voi dovete pregare. Se voi pregate, mi aiutate".
Io ho toccato questo signore, alto circa due metri, età 35-40 anni, ho toccato la sua testa e ho detto quello che aveva. Quando ho sondato la testa di questa persona, gli ho toccato lo stomaco e fegato più che altro, le mie mani, il mio braccio è diventato viola, perché questa persona era intossicata da non so che cosa. Dopo un quarto d'ora che lo toccavo, questa persona è andata di corpo, buttando fuori feci e sangue dall’odore rivoltante.
Chiamati dal medico, due infermieri vennero a pulire, non senza fare commenti inappropriati:
"Proprio a noi doveva capitare questa cosa?".
Lo hanno pulito e sistemato, dopodiché ho continuato a toccargli la testa, lo stomaco, il fegato e tutti gli altri organi. Al dottore, il quale mi aveva chiesto di darci del tu, ho poi detto:
"Fa una cosa: toccagli i piedi, dagli energia ai piedi. Ti voglio rendere partecipe di quello che succederà tra poco".
Abbiamo toccato questa persona per dieci minuti, finché si è svegliata.
"Pietro, lo hai svegliato!"
"No. Noi l'abbiamo svegliato, non l'ho fatto da solo".
Mentre facevo questo, io sentivo questa energia venirmi dal cielo. Praticamente è successa una cosa inspiegabile. Sono uscito di lì a mezzanotte.